PERCHÉ RILASSARTI NON BASTA (e cosa fare quando la calma non arriva)
- 9 gen
- Tempo di lettura: 3 min

Ci sono momenti in cui fai tutto “nel modo giusto”.
Respiri.Provi a rilassarti. Ti siedi. Magari mediti anche.
Eppure la mente resta accesa. Il corpo è teso.L’ansia non scende.
Se ti succede, voglio dirtelo subito: non c’è nulla che non va in te.Non sei incapace.Non sei “troppo agitato per meditare”.
Ti parlo di questo perché ci sono passato anch’io, più volte, e perché ho capito una cosa fondamentale:la calma non si ottiene forzandola.
Quello che stai vivendo ha una spiegazione molto semplice.E soprattutto, ha una soluzione concreta.
IL PROBLEMA NON È LA MENTE (È L’ALLERTA)
Quando sei stressato, in ansia o mentalmente saturo, il tuo sistema nervoso è in modalità allerta.È una risposta biologica, non un difetto personale.
In questa condizione:
il corpo è pronto a reagire
la respirazione diventa corta
la mente continua a controllare, anticipare, pensare
In altre parole: il tuo organismo sta cercando di proteggerti.
Pretendere di “calmarti” in quel momento è come dire a qualcuno di dormire mentre c’è un allarme che suona.Non funziona.E più ci provi, più aumenta la frustrazione.
PERCHÉ MOLTE TECNICHE NON FUNZIONANO
Qui arriva il punto che quasi nessuno dice.
Molte pratiche partono dalla mente:
“concentrati sul respiro”
“svuota i pensieri”
“rilassati”
Ma se il corpo è ancora contratto, la mente non può obbedire.
Non è una questione di volontà.È fisiologia.
Quando inizi dalla testa:
aumenti il controllo
aggiungi uno sforzo in più
trasformi la calma in un altro compito da svolgere
E questo, invece di aiutare, mantiene l’allerta.
L’ORDINE GIUSTO PER RITROVARE CALMA
La calma arriva, ma segue un ordine preciso.Un ordine naturale.
PRIMA IL CORPO
POI IL RESPIRO
SOLO ALLA FINE L’ATTENZIONE
Invertire questo ordine è il motivo per cui tante persone mollano.
PRIMA IL CORPO: SCARICARE, NON RILASSARE
Quando sei teso, il corpo non va “rilassato”.Va scaricato.
Micro-movimenti lenti, semplici, naturali:
allungamenti dolci
piccoli oscillamenti
camminare lentamente senza meta
Questo manda un segnale chiarissimo al sistema nervoso:“Non c’è pericolo immediato.”
Solo quando il corpo riceve questo messaggio, può iniziare a cedere.
POI IL RESPIRO: NON CONTROLLATO, MA PERMESSO
Il respiro non va forzato.Non va guidato come un esercizio militare.
Serve solo:
lasciarlo scendere
permettere all’espirazione di allungarsi
togliere interferenze
Quando smetti di “fare il respiro”, il respiro fa il suo lavoro.
Ed è qui che la calma inizia davvero.
SOLO ALLA FINE LA MENTE PUÒ SEGUIRE
Quando il corpo si ammorbidisce e il respiro si stabilizza, succede qualcosa di naturale:la mente smette di correre.
Non perché la controlli.Ma perché non ne ha più bisogno.
La presenza non si impone.Arriva come conseguenza.
UNA MICRO-PRATICA DA PROVARE SUBITO
Se vuoi un esercizio semplice, prova così:
mettiti in piedi o seduto
muovi lentamente le spalle e il collo per 1 minuto
poi fermati e lascia che il corpo trovi una posizione comoda
osserva il respiro senza modificarlo
resta lì 2 minuti
Fine.
Sembra poco.Ma è esattamente ciò di cui il sistema nervoso ha bisogno.
LA VERA CALMA NON È SPEGNERSI
Questa è forse la cosa più importante.
Calmarsi non significa:
diventare vuoti
eliminare i pensieri
essere sempre sereni
Calmarsi significa uscire dall’allerta.
Significa tornare in uno stato in cui:
puoi sentire
puoi scegliere
puoi respirare senza sforzo
Ed è una capacità che si coltiva con piccole abitudini quotidiane, non con forzature.
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A volte non serve aggiungere altro.Serve solo togliere il superfluo.



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